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Bitte beziehen Sie sich beim Zitieren dieses Dokumentes immer auf folgende
URN: urn:nbn:de:bsz:25-opus-35389
URL: http://www.freidok.uni-freiburg.de/volltexte/3538/


Ruggero, Cristina

Monumenta Cardinalium - Studien zur barocken und spätbarocken Skulptur am Beispiel römischer Kardinalsgrabmäler (1650-1750 ca.)

Monumenta Cardinalium - studies on baroque and late-baroque sculpture: cardinals' tombs in Rome (1650-1750 ca.)

Dokument1.pdf (1.795 KB) (Band 1: Text) (md5sum: c28d77519bbcabc0d5a40c2cbaab5eee)
Dokument2.pdf (2.961 KB) (Band 2: Katalog) (md5sum: 28bc801474b0b9d7522a995d87bf41d2)
Dokument3.pdf (16.768 KB) (Band 3: Abbildungen) (md5sum: 3a75a3ac88ac611e8d0ed682117b0205)

Kurzfassung in Deutsch

Kurzfassung in Deutsch
Ausgehend von einem Katalog über 37 Kardinalsgrabmälern, die in einem Zeitraum von ca. 100 Jahren (1650-1750) entstanden, wird ein noch teilweise von der Forschung vernachlässigter Aspekt der römischen Barockskulptur analysiert, der - besonders im XVII. und XVIII. Jahrhundert - Merkmale aufweist, die auf die ausschlaggebende Präsenz der Kurie in dem städtischen Kontext zurückzuführen sind.
Die Grabmonumente von Päpsten und Kardinälen bevölkern die Kirchen der Stadt, wobei erstere fast ausschließlich in Sankt Peter konzentriert sind, während die anderen in den Kirchen verortet sind, zu denen der Purpurträger eine besondere Bindung hatte: es handelt sich entweder um die Titel- oder um die Nationalkirchen bzw. um jene Gebäude, die gewählt wurden, um eine Familientradition fortzusetzen und die meistens von einer bereits existierenden Kapellen charakterisiert war.
Die alphabetisch geordneten Katalogeinträge liefern Daten und Informationen zu den einzelnen Monumenten über Platzierung, Künstler und Datierung, denen eine charakterisierende Beschreibung folgt, die teilweise von unpubliziertem Archivmaterial begleitet werden. Seine Auswertung untersucht die verschiedenen Phasen, die sich normalerweise von der Planung bis zur Ausführung des Grabdenkmals erstreckten und die folgende Schritte vorsahen: die Testamentfassung, die Wahl der Testamentvollstrecker und der Künstler, aber auch des Platzes für die Errichtung des Monuments - wofür man eine Genehmigung seitens der jeweiligen Kongregation benötigte – und der Vertragsabschluss mit den Bildhauern. Dazu zählen die Schwierigkeiten, die nach dem Verschieden des Kardinals entstehen konnten und die Licht auf das gewöhnliche Verfahren bzw. auf die üblichen Regelwidrigkeiten bei der Realisierung des Kunstwerks dieser wichtigen Vertreter der katholischen Kirche werfen.
Der eigentliche Text widmet sich der Analyse und der Vertiefung spezieller Aspekte ikonographischer und ikonologischer Natur, die das gesammelte Material umfasst, um einen Überblick über diesen singulären Aspekt der barocken Skulptur Roms zu vermitteln. Hier werden die bildhauerische Tätigkeit, die Organisation der Werkstätte, die Bedingungen zur Verteilung der Aufträge und die Identifizierung der Auftraggeber sowie die Genese der Denkmäler behandelt. Die Untersuchung erlaubt außerdem, eine breite Gruppe von Künstlern hervorzuheben, die in die bildhauerische Produktion involviert waren, bei der sich – entgegen aller Erwartungen - ein einziges Mal die Beteiligung Berninis am Grabmal des spanischen Kardinals Domingo Pimentel nachweisen lässt.
Die gewonnenen Ergebnisse haben eine Klassifizierung des Materials in Gruppen ermöglicht, dennoch wurde eine gewisse Heterogenität in der Komposition festgestellt. Anschließend wurden die Kardinalsmonumente in einem breiteren Kontext der römischen Grabmäler betrachtet, die vor allem die Papstgrabmäler einschließen, welche in vielen Fällen als Modell für die der Purpurträger gedient haben.
Dieser letzte Aspekt hat erlaubt, eine weitere Analyse durchzuführen, um den gegenseitigen Abhängigkeitsverhältnis oder die Nachahmung bzw. die Verarbeitung von den Modellen zu klären. Die gleichzeitige Präsenz von 70 Kardinälen innerhalb der Kurie zwingt außerdem zu einer synchronischen Untersuchung. Die verschiedenen Verhaltensweisen der Kardinäle und ihrer Familienangehörigen unterstreichen ihre Ambitionen und Erwartungen und drücken außerdem klare Botschaften über Konkurrenz, Bedeutung von Familiarität, Freundschaft und Äußerung von persönlichen Tugenden oder Kompetenzen und künstlerischen Interessen - durch die Verwendung von kostbaren Materialien, die Ausmaße, die Platzierung, die Anzahl der Figuren, ihre Merkmale und die Inschriften - aus.


Kurzfassung in Englisch

Kurzfassung in Italienisch

Sulla base di una campionatura costituita da 37 monumenti funebri cardinalizi, che coprono un periodo di circa un secolo (1650-1750ca.), viene analizzato un aspetto ancora pressoché trascurato dagli studi riguardanti la scultura barocca romana che - soprattutto nel Sei e Settecento - denota delle caratteristiche particolari dovute alla presenza determinante della corte pontificia nel contesto cittadino. Le tombe di papi e cardinali popolano gli edifici religiosi della città, ma mentre le prime sono concentrate soprattutto a San Pietro, le seconde sono dislocate nelle chiese con le quali il cardinale aveva stretti legami, trattandosi del titolo cardinalizio, o in quanto collegate al paese d’origine del porporato oppure perché si voleva continuare una tradizione di famiglia rappresentata generalmente da una cappella gentilizia già esistente.
Le schede del catalogo, ordinate alfabeticamente, forniscono dati e informazioni sui singoli monumenti riguardanti l’ubicazione, l’artista e la datazione, alle quali segue una descrizione incentrata sulle caratteristiche della singola opera corredata da materiale d’archivio, in parte inedito, il cui spoglio, assieme all’analisi delle varie fasi riguardanti la progettazione e l’esecuzione di un monumento funebre, mettono in luce quale fosse la procedura generalmente adottata e le irregolarità più comuni nella realizzazione delle tombe per questi importanti rappresentati della Curia, partendo quindi dal testamento per passare alla scelta degli esecutori testamentari, degli artisti ma anche del luogo dove erigere la tomba per il quale necessitavano delle trattative con le relative congregazioni, fino alla stipula dei contratti con gli scultori, oltre alle difficoltà o complicazioni che potevano insorgere dopo la morte del porporato.
Il testo si articola attraverso analisi e approfondimenti di carattere iconografico e iconologico che, abbracciando trasversalmente la campionatura scelta, permette di dare una panoramica sulle caratteristiche di questo singolare settore della statuaria barocca romana. In esso si trattano questioni riguardanti l’attività scultorea, quindi l’organizzazione delle botteghe, i termini per l’assegnazioni di tali compiti e soprattutto l’identificazione dei committenti dei monumenti e di conseguenza la genesi di questi ultimi. Lo studio permette altresì di evidenziare un vasto gruppo di artisti coinvolti in questo tipo di produzione scultorea che - a differenza di quanto si potrebbe pensare – non riguardò il Bernini che progettò un unico monumento funebre per il cardinale spagnolo Domingo Pimentel.
I risultati raccolti hanno permesso di classificare il materiale in gruppi nonostante si sia riscontrata una grande eterogeneità compositiva, a volte con soluzioni alquanto inusuali anche se innovative. I monumenti funebri cardinalizi sono stati poi visti alla luce della più vasta produzione funebre barocca romana che comprende anche le tombe dei pontefici le quali in molti casi sono servite da exempla per quelle dei porporati, loro creature. Quest’ultimo aspetto ha permesso di passare ad un’analisi volta a chiarire proprio il rapporto e la dipendenza degli uni dagli altri capendo quando si trattava di elaborazione o imitazione dei modelli oppure di distinzione da essi. Inoltre la presenza contemporanea di 70 cardinali all’interno della Curia costringe a vedere i monumenti in una dimensione sincronica. I vari atteggiamenti adottati dai porporati, dai loro familiari e dai rispettivi esecutori testamentari sottolineano le ambizioni e le aspettative oltre a esprimere chiari messaggi che manifestavano concorrenza piuttosto che appartenenza ed espressione di familiarità, amicizia ed esternazione di virtù personali, competenze oppure interessi in campo artistico, motivazioni estetiche, rispetto del decoro o esaltazione della magnificenza attraverso il linguaggio figurato e l’impiego di materiali pregiati, le dimensioni, l’ubicazione, il numero delle figure o il carattere delle iscrizioni.


SWD-Schlagwörter: Grabmal , Kardinal , Barock , Plastik , Rom
Freie Schlagwörter (englisch): Tombs , cardinal , baroque , sculpture , Rome
Institut: Kunstgeschichtliches Institut
Fakultät: Philosophische Fakultät
DDC-Sachgruppe: Künste, Bildende Kunst allgemein
Dokumentart: Dissertation
Erstgutachter: Wischermann. Heinfried (Prof. Dr.)
Sprache: Deutsch
Tag der mündlichen Prüfung: 17.12.2003
Erstellungsjahr: 2004
Publikationsdatum: 26.11.2007
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